Breve storia del libro

Il termine libro deriva dal latino liber. Si trattava della pellicola che si trova fra la corteccia dell’albero e il legno dell’albero che debitamente trattato veniva utilizzato come foglio dove disegnare o scrivere.

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Il papiro, che cresceva spontaneo nell’antico Egitto (unico produttore ed esportatore) alto fino a cinque metri, veniva utilizzato per creare dei “fogli” dove scrivere. Si ottenevano scortecciandoli e tagliando il midollo del fusto della pianta in parti sottili, che venivano distese una vicino all’altra su due strati, poi pressate cosicché il succo facesse da legante, quindi fatti seccare e levigare. Questi rotoli arrivavano fino a dodici metri di lunghezza. Essi venivano avvolti attorno a un piccolo cilindro che poteva essere di legno, di osso o di avorio; avevano due estremità sporgenti di avorio, di oro o di argento a seconda dell’importanza dell’opera.

papiro

In seguito arrivò la pergamena (detta anche cartapecora o carta pecudina) che proveniva dalla lavorazione delle pelli di capra, di pecora, di vitello, di antilopi o di serpenti. Il suo nome proviene da Pergamo, nel II secolo a. C., sotto gli Attalidi, anche se si dice che tale notizia debba essere presa con riserva. Una delle spiegazioni sull’utilizzo della pergamena è a causa dell’assedio di Alessandria da parte del re siriaco Antioco Epifane e, quindi, al blocco delle esportazioni di papiro per ragioni di guerra. La pergamena veniva macerata nella calce, raschiata, messa in tensione e dopo fatta seccare. Un suo vantaggio era che vi si poteva scrivere su entrambi i lati. La sua forma era una lunga striscia arrotolata, come il libro di papiro, a un bastoncino detto umbilicus.

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Il codex (con questo nome veniva indicata la tavoletta di legno cerata sulla quale scrivevano) ha soppiantato in poco tempo il rotolo e intorno al III – IV secolo a. C. prese la forma di un libro manoscritto. Era preferito il codex, perché riusciva a contenere una quantità di testo superiore di almeno sei volte rispetto a quella del volumen (fogli arrotolati oppure legati uno di seguito all’altro), perché era scritto fronte e retro. Si dice, comunque, che la ragione di tale cambiamento fosse religiosa: il codex rappresenta la cristianità, mentre il volumen rappresenta la paganità.

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Codex Gigas – il più grande manoscritto dell’epoca medievale

La carta venne “scoperta” in Cina nel II secolo d. C.. Nel 751 d. C. gli arabi riuscirono ad apprenderne le tecniche grazie a due soldati cinesi che furono fatti prigionieri. A seguito di questa strabiliante scoperta aprirono delle cartiere a Baghdad e Il Cairo. Il primo documento che attesta l’arrivo della carta in Europa e precisamente in Spagna è del 1056 dove si evince che la prima cartiera europea fu fondata a Xativa. In Italia arrivò fra il X e l’XI secolo, precisamente in Sicilia.

carta

La rivoluzione della riproduzione dei libri fu inventata a metà del secolo XV da Johannes Gutenberg. L’idea è stata di utilizzare un torchio con forme tipografiche sulle quali erano disposte delle combinazioni di singoli caratteri che andavano a formare il testo. In Italia furono Konrad Schweinheim e Arnold Pannartz che portarono nel 1465 a Subiaco il primo macchinario.

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Le due più importanti biblioteche dell’antichità erano:

  • Alessandria d’Egitto: si trovavano circa 700.000 volumi andati distrutti nel 47 a. C. quando Giulio Cesare entrò in Alessandria e diede fuoco alla flotta egizia e fu distrutta anche la biblioteca.
  • Pergamo (Asia Minore): si trovavano circa 200.000 papiri. I bibliotecari di Pergamo ebbero l’idea di tagliare i papiri, rilegarli e così creare gli attuali libri.

 

Curiosità:

  • Si usava la sticometria per calcolare la lunghezza delle opere e stabilirne il compenso allo scriba.
  • La conservazione dei papiri avveniva in scatole di forma cilindrica denominate capsae (singolare capsa).
  • Fabriano, grazie alle sue magnifiche innovazioni, si garantì il monopolio della carta a livello europeo fino al XIV secolo.
  • La prima norma sul Copyright entrò in vigore il 10 aprile 1710 in Inghilterra, chiamato Statuto di Anna.
  • L’inchiostro ( dal latino encaustum) veniva diffusamente preparato con una soluzione di noce di galla (o cecidio), gomma e nerofumo.