Una libreria di specchi

Questa libreria così speciale si trova in Cina e precisamente a questo indirizzo: Shop 101 Building 4, Star Avenue, Binjiang District, Hangzhou. Il suo nome è Zhongshuge ed ha aperto ad aprile del 2016. Essa è situata nel quartiere del Binjiang, vicino al fiume Qiantang che attraversa la città di Hangzhou. Chi ha progettato questa spettacolare libreria […]

via Una libreria quasi totalmente di specchi. — Luca Cozzi

Annunci

Breve storia del libro

Il termine libro deriva dal latino liber. Si trattava della pellicola che si trova fra la corteccia dell’albero e il legno dell’albero che debitamente trattato veniva utilizzato come foglio dove disegnare o scrivere.

struttura-tronco

Il papiro, che cresceva spontaneo nell’antico Egitto (unico produttore ed esportatore) alto fino a cinque metri, veniva utilizzato per creare dei “fogli” dove scrivere. Si ottenevano scortecciandoli e tagliando il midollo del fusto della pianta in parti sottili, che venivano distese una vicino all’altra su due strati, poi pressate cosicché il succo facesse da legante, quindi fatti seccare e levigare. Questi rotoli arrivavano fino a dodici metri di lunghezza. Essi venivano avvolti attorno a un piccolo cilindro che poteva essere di legno, di osso o di avorio; avevano due estremità sporgenti di avorio, di oro o di argento a seconda dell’importanza dell’opera.

papiro

In seguito arrivò la pergamena (detta anche cartapecora o carta pecudina) che proveniva dalla lavorazione delle pelli di capra, di pecora, di vitello, di antilopi o di serpenti. Il suo nome proviene da Pergamo, nel II secolo a. C., sotto gli Attalidi, anche se si dice che tale notizia debba essere presa con riserva. Una delle spiegazioni sull’utilizzo della pergamena è a causa dell’assedio di Alessandria da parte del re siriaco Antioco Epifane e, quindi, al blocco delle esportazioni di papiro per ragioni di guerra. La pergamena veniva macerata nella calce, raschiata, messa in tensione e dopo fatta seccare. Un suo vantaggio era che vi si poteva scrivere su entrambi i lati. La sua forma era una lunga striscia arrotolata, come il libro di papiro, a un bastoncino detto umbilicus.

pergamena6

Il codex (con questo nome veniva indicata la tavoletta di legno cerata sulla quale scrivevano) ha soppiantato in poco tempo il rotolo e intorno al III – IV secolo a. C. prese la forma di un libro manoscritto. Era preferito il codex, perché riusciva a contenere una quantità di testo superiore di almeno sei volte rispetto a quella del volumen (fogli arrotolati oppure legati uno di seguito all’altro), perché era scritto fronte e retro. Si dice, comunque, che la ragione di tale cambiamento fosse religiosa: il codex rappresenta la cristianità, mentre il volumen rappresenta la paganità.

Codex_Gigas
Codex Gigas – il più grande manoscritto dell’epoca medievale

La carta venne “scoperta” in Cina nel II secolo d. C.. Nel 751 d. C. gli arabi riuscirono ad apprenderne le tecniche grazie a due soldati cinesi che furono fatti prigionieri. A seguito di questa strabiliante scoperta aprirono delle cartiere a Baghdad e Il Cairo. Il primo documento che attesta l’arrivo della carta in Europa e precisamente in Spagna è del 1056 dove si evince che la prima cartiera europea fu fondata a Xativa. In Italia arrivò fra il X e l’XI secolo, precisamente in Sicilia.

carta

La rivoluzione della riproduzione dei libri fu inventata a metà del secolo XV da Johannes Gutenberg. L’idea è stata di utilizzare un torchio con forme tipografiche sulle quali erano disposte delle combinazioni di singoli caratteri che andavano a formare il testo. In Italia furono Konrad Schweinheim e Arnold Pannartz che portarono nel 1465 a Subiaco il primo macchinario.

Haus_Gutenberg

Le due più importanti biblioteche dell’antichità erano:

  • Alessandria d’Egitto: si trovavano circa 700.000 volumi andati distrutti nel 47 a. C. quando Giulio Cesare entrò in Alessandria e diede fuoco alla flotta egizia e fu distrutta anche la biblioteca.
  • Pergamo (Asia Minore): si trovavano circa 200.000 papiri. I bibliotecari di Pergamo ebbero l’idea di tagliare i papiri, rilegarli e così creare gli attuali libri.

 

Curiosità:

  • Si usava la sticometria per calcolare la lunghezza delle opere e stabilirne il compenso allo scriba.
  • La conservazione dei papiri avveniva in scatole di forma cilindrica denominate capsae (singolare capsa).
  • Fabriano, grazie alle sue magnifiche innovazioni, si garantì il monopolio della carta a livello europeo fino al XIV secolo.
  • La prima norma sul Copyright entrò in vigore il 10 aprile 1710 in Inghilterra, chiamato Statuto di Anna.
  • L’inchiostro ( dal latino encaustum) veniva diffusamente preparato con una soluzione di noce di galla (o cecidio), gomma e nerofumo.

Manoscritto Voynich un’opera sorprendente

manoscritto-voynich_000176

È una vera sorpresa aver scoperto dell’esistenza di questa opera. Un misterioso manoscritto che nessuno è riuscito ancora a decifrare e con immagini a dir poco pazzesche. Sembrerebbe che sia stato scritto fra il 1404 ed il 1438, per capirlo hanno utilizzato la datazione al carbonio. L’autore è sconosciuto ed è riuscito a passare per le mani di numerosi personaggi: medici, alchimisti, eruditi gesuiti, imperatori, eccetera. Come ho anticipato all’inizio di questo articolo, la particolarità di questo libro è che è stato scritto in una lingua che non è stata tutt’oggi ancora decifrata, con tantissime illustrazioni raffiguranti piante, bulbi sconosciuti; costellazioni e zodiaci; donne nude in enormi vasche.

Il nome, Voynich, gli è stato dato dal mermanoscritto-voynich_000153cante di libri rari inglese con origini polacche Wilfrid Voynich, che lo acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone che si trova in Italia in un paese vicino a Frascati. Il manoscritto è costituito da 201 pagine  con un formato molto originale per l’epoca: invece di essere un librone enorme, la sua grandezza è di 16 x 22. Si divide in quattro parti: Botanica (piante e fiori di speci non conosciute che si pensa siano state create mettendo insieme parti di piante diverse), Astrologica o Astronomica (zodiaci e costellazioni), Biologica  (figure di donne nude che sembrano incinte immerse in vasche comunicanti) e Farmacologica (vi sono dei vegetali e anche ampolle e fiale). Vi è anche una sezione centrale ripiegata 6 volte, dove vi sono figure a forma di stella, tubi e altre forme rotonde che potevano sembrare telescopi

L’edizione più costosa e quella della casa editrice Siloé di Burgos in Spagna. ne vengono stampate 898 copie con carta trattata così da somigliare a quella di capretto dell’originale e costeranno sugli 8mila euro. Per chi volesse spendere meno… si può scaricare dal sito della Biblioteca Beinecke della Yale University.

Il labirinto degli spiriti – Carlos Ruis Zafón

il-labirinto-degli-spiriti

Dopo dodici anni dall’uscita dell’Ombra del vento è tornato Zafón a chiudere il cerchio della sua serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Zafón dona al lettore la possibilità di entrarci da diverse porte senza dover per forza seguire un percorso obbligatorio. È un’altra splendida e oscura storia narrata in maniera egregia da Zafón.

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo meraviglioso, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

Questa è parte della poesia di quest’opera: “…chiunque aspiri a conservare il senno ha bisogno di un posto nel mondo in cui possa e voglia perdersi. Questo posto, ultimo rifugio, è una piccola dependance dell’anima in cui, quando il mondo naufraga nella sua assurda commedia, ci si può sempre chiudere perdendo la chiave.”

Senza nome e senza gloria di Luca Cozzi

Il mio libro sul comodino:

cover-senza-nome-e-senza-gloria-1

 

Un thriller d’avventura ad alta tensione che, tra suspense, misteri, tradimenti e intrighi internazionali, coinvolge irresistibilmente il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Incaricato dall’FBI di recuperare un importante congegno militare trafugato da un centro ricerche della Nasa, Luke McDowell sa che non può fidarsi di nessuno. L’ennesima missione
senza copertura lo porta in Sudamerica, sulle tracce di una pericolosa organizzazione criminale. Tra intrighi, misteri e tradimenti la missione diventa ben presto qualcosa di molto personale. Il nemico vuole colpire al cuore e Luke capisce che è tornato il momento di infrangere le regole…

Harry Potter e la dislessia

harrypotter8

Nessun genitore ama riconoscere che il proprio figlio è dislessico, ma una buona cura aiuta il bambino a non sentirsi un emarginato e a conviverci migliorando di giorno in giorno.

Che cos’è la dislessia?

È uno disturbo del neurosviluppo che riguarda la capacità di leggere, scrivere e calcolare nel modo corretto. Esso si manifesta durante l’inizio della scolarizzazione.

Vi sono quattro tipi di disturbi:

  • la dislessia: si manifesta con la lettura ed è la difficoltà di decodificare il testo;
  • la disortografia: si manifesta nella scrittura, quindi nella competenza ortografica e in quella fonografica;
  • la disgrafia: si manifesta nella grafia ed è la difficoltà nell’abilità motoria della scrittura;
  • la discalculia: si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri.

Errori caratteristici un dislessico:

  • l’inversione di lettere e numeri (ad esempio 24 al posto di 42);
  • la sostituzione di suoni come la m e la n (ad esempio mano al posto di nano);
  • la sostituzione di suoni scritti con la differenza di una sola gambetta: ad esempio muovo e nuovo;
  • non riuscire ad imparare informazioni in sequenza come ad esempio le tabelline;
  • difficoltà nei rapporti spazio temporali: ad esempio in alto, in basso; ieri, oggi e domani;
  • non riuscire ad esprimere verbalmente ciò che si pensa in maniera chiara;
  • difficoltà oculo-motoria: ad esempio allacciarsi le scarpe; tirare con le freccette;
  • non riuscire ad avere un buon livello di concentrazione e attenzione;
  • difficoltà di comprensione di un testo scritto;
  • difficoltà a prendere appunti quando c’è l’insegnante che spiega, o scrive o ascolta.

Ultimamente anche il mondo dell’editoria si è avvicinato al mondo della dislessia (DSA) creando numerosi libri e collane per bambini con questo tipo di problema. Di certo non poteva esimersi anche l’autrice J. K. Rowling con l’ultima tappa della saga di Harry Potter che esce anche in un’edizione speciale: il testo del libro, per ora solo in lingua originale, verrà stampato in blu su uno sfondo di colore beige, la carta spessa e le lettere scritte più grandi, con un carattere uguale dall’inizio alla fine.

È una bellissima iniziativa, purtroppo questo genere di proposte arrivano sempre e solo dall’estero. Speriamo che anche l’Italia si adegui, seguendo le buone iniziative straniere.