Manoscritto Voynich un’opera sorprendente

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È una vera sorpresa aver scoperto dell’esistenza di questa opera. Un misterioso manoscritto che nessuno è riuscito ancora a decifrare e con immagini a dir poco pazzesche. Sembrerebbe che sia stato scritto fra il 1404 ed il 1438, per capirlo hanno utilizzato la datazione al carbonio. L’autore è sconosciuto ed è riuscito a passare per le mani di numerosi personaggi: medici, alchimisti, eruditi gesuiti, imperatori, eccetera. Come ho anticipato all’inizio di questo articolo, la particolarità di questo libro è che è stato scritto in una lingua che non è stata tutt’oggi ancora decifrata, con tantissime illustrazioni raffiguranti piante, bulbi sconosciuti; costellazioni e zodiaci; donne nude in enormi vasche.

Il nome, Voynich, gli è stato dato dal mermanoscritto-voynich_000153cante di libri rari inglese con origini polacche Wilfrid Voynich, che lo acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone che si trova in Italia in un paese vicino a Frascati. Il manoscritto è costituito da 201 pagine  con un formato molto originale per l’epoca: invece di essere un librone enorme, la sua grandezza è di 16 x 22. Si divide in quattro parti: Botanica (piante e fiori di speci non conosciute che si pensa siano state create mettendo insieme parti di piante diverse), Astrologica o Astronomica (zodiaci e costellazioni), Biologica  (figure di donne nude che sembrano incinte immerse in vasche comunicanti) e Farmacologica (vi sono dei vegetali e anche ampolle e fiale). Vi è anche una sezione centrale ripiegata 6 volte, dove vi sono figure a forma di stella, tubi e altre forme rotonde che potevano sembrare telescopi

L’edizione più costosa e quella della casa editrice Siloé di Burgos in Spagna. ne vengono stampate 898 copie con carta trattata così da somigliare a quella di capretto dell’originale e costeranno sugli 8mila euro. Per chi volesse spendere meno… si può scaricare dal sito della Biblioteca Beinecke della Yale University.

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Il labirinto degli spiriti – Carlos Ruis Zafón

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Dopo dodici anni dall’uscita dell’Ombra del vento è tornato Zafón a chiudere il cerchio della sua serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Zafón dona al lettore la possibilità di entrarci da diverse porte senza dover per forza seguire un percorso obbligatorio. È un’altra splendida e oscura storia narrata in maniera egregia da Zafón.

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo meraviglioso, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

Questa è parte della poesia di quest’opera: “…chiunque aspiri a conservare il senno ha bisogno di un posto nel mondo in cui possa e voglia perdersi. Questo posto, ultimo rifugio, è una piccola dependance dell’anima in cui, quando il mondo naufraga nella sua assurda commedia, ci si può sempre chiudere perdendo la chiave.”

Charles Perrault – il re delle favole

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Che ricordi fantastici mi riporta il nome di Charles Perrault! Chi non ha letto il libro “I racconti di Mamma Oca?! Come per milioni di altri bambini, sono state il mio pane quotidiano. Continua a leggere Charles Perrault – il re delle favole

La Favola di Natale – Guareschi

BUON NATALE A TUTTI !

Era il babbo, che era fuggito dal suo triste recinto e ora camminava in fretta verso la sua casa. E il bambino, e la nonna e il papà si incontravano a metà strada nel bosco dove, la notte di Natale, si incontrano creature e sogni di due mondi nemici.
                                                                                                 G. Guareschi
Guareschi, quando l’Italia firmò l’armistizio con le truppe Alleate, rifiutò di passare alla Repubblica di Salò e al Reich. Fu arrestato e inviato nei campi di prigionia in Polonia e poi in Germania con altri soldati italiani.

In seguito descrisse questo periodo in Diario clandestino.

Recluso a Sandbostel, nello Stalag X B, durante l’inverno del 1944 compose La Favola di Natale.

Fu scritta per ravvivare il Natale dei suoi compagni prigionieri, La favola di Natale. Essa è ispirata da tre Muse: Freddo, Fame e Nostalgia.

In questo modo nasce la storia di Albertino, della nonna, del papà prigioniero, e delle piccole creature – buone o cattive – che vivono e parlano in un bosco fantastico. Ed è anche la storia di quegli uomini, affamati e infreddoliti, che l’ascoltarono in una baracca del Lager tedesco, e che proprio grazie alle parole di Guareschi riuscirono a mantenere viva la speranza del ritorno.

Isabel Allende

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È lei una delle mie preferite.

Per chi non la conoscesse, cosa molto difficile, ma possibile, vi scrivo una breve biografia.

È nata a Lima nel 1942 e ha vissuto in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e successivamente negli Stati Uniti. I suoi libri (non li elenco tutti perché non basterebbero tutte le pagine del blog) ‘La casa degli spiriti’, ‘D’amore e d’ombra’, ‘Eva Luna’, ‘Paula’, ‘La figlia della fortuna’, ‘Inés dell’anima mia’, eccetera.

Già leggendo la sintesi della sua biografia si può notare che è vissuta in un periodo veramente importante, dove i cambiamenti politici erano decisivi per la vita o la morte di qualcuno.

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