Joseph Mallord William Turner in Italia

Self-Portrait c.1799 by Joseph Mallord William Turner 1775-1851
Autoritratto del 1799

Un evento unico dal 22 marzo 2018 al 26 agosto 2018 presso il Chiostro del Bramante a Roma, verranno esposte per la prima volta 92 opere esclusive di Joseph Mallord William Turner, uno dei massimi esponenti della pittura inglese, conservate presso la Tate Britain di Londra. La mostra è curata da David Blayney Brown. Suddivisa in sei sezione tematiche, la mostra mette in evidenza l’importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di William Turner. Grande viaggiatore, il pittore inglese ebbe un rapporto particolare e profondo con l’Italia, che visitò più volte soggiornando a Venezia, Roma e Napoli.

 

Joseph Mallord William Turner (1775-1851) è il più grande pittore inglese romantico. Il suo dono artistico è nato dall’emozione che egli prova osservando la natura; riesce a creare uno spazio nuovo e moderno, intriso di luce e di colori attraverso i quali la prospettiva si dissolve. Per questa sua particolarità viene soprannominato “pittore della luce“.

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The Fighting Temeraire 1839

L’11 dicembre 1789, dopo un periodo di prova nel quale dovette esercitarsi nella riproduzione grafica di sculture rinascimentali,  Turner entrò alla Royal Academy School di Londra.

L’artista partì per l’Italia nell’agosto 1819, facendo tappa in tante città, ma a Roma riuscì a entrare in contatto con le colonie di artisti stranieri, accostandosi alla pittura primitiva dei Nazareni e ricevere la nomina a membro onorario dell’Accademia di San Luca con il patrocinio dell’illustre Antonio Canova (1757 – 1822).
Come ben si capisce dalle sue pennellate, l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione, infatti ancora prima di recarvisi in viaggio già studiava le opere di soggetto italiano dei maestri antichi e moderni. In seguito, durante i suoi soggiorni in Italia, realizzò acquerelli e disegni dal vero che utilizzò poi come studi preparatori per molte delle sue creazioni. Da qui nascono gli splendidi acquerelli che raccontano la traversata delle Alpi e gli album di schizzi dove l’artista ha annotato paesaggi, edifici e figure di viaggiatori.

Negli anni Venti Turner si dedica soprattutto al paesaggio inglese ma attinge spesso ai ricordi e agli schizzi eseguiti durante l’ultimo viaggio in Italia. Vi si reca nuovamente nel 1828-29 e soggiorna soprattutto a Roma. In questo periodo Turner realizza alcune delle più ambiziose opere della sua maturità: vi sono grandi e scenografiche vedute, ma anche originali olii che danno vita a composizioni dai tratti pittorici quasi “astratti”.

Turner visita Venezia in tre occasioni e l’impatto che la luce di questa città ha su di lui, plasma in maniera decisiva l’ultima fase della sua pittura. Venezia ispira alcuni dei suoi più straordinari dipinti e acquerelli, vedute della laguna in cui i confini tra acqua, aria e terra si annullano e il paesaggio è dissolto in liriche sinfonie di luce e colore.

Le pitture di Turner non esitano a esaltare il sentimento di armonia tra l’uomo e la natura.

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Liber Studiorum

«Turner, il più abile paesaggista ora vivente, i cui dipinti sono però troppo marcatamente astrazioni di prospettiva aerea […]. Sono il trionfo della sapienza, dell’artista e della potenza del pennello sulla sterilità del soggetto. Sono pitture degli elementi dell’aria, della terra, e dell’acqua. L’artista si diletta a tornare al caos primordiale del mondo, o a quello stato di cose quando le acque vennero separate dall’arida terra e la luce dalle tenebre ma non vi era ancora cosa vivente o alberi fecondi sulla faccia della terra. Tutto è vuoto e senza forma. Qualcuno ha detto dei suoi paesaggi che erano “dipinti del nulla o di qualcosa di molto simile”».

William Hazlitt (1778 – 1830) scrittore inglese, saggista, critico letterario, grammatico, filosofo e pittore, questo spezzone si trova nel The Round Table: A Collection of Essays on Literature, Men, and Manners, 1817.

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Titti il gatto

"La libertà di pensiero ce l'abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero." Karl Krause

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