2016 anno bisestile ecco il perché:

anno bisestile

“L’anno bisestile è un anno solare in cui avviene la periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo nell’anno stesso, un accorgimento utilizzato in quasi tutti i calendari solari (quali quelli giuliano e gregoriano) per evitare lo slittamento delle stagioni.” (Wikipedia)

È stato inserito all’epoca di Giulio Cesare nel 46 a. C. volendo correggere le ore che aumentavano ogni anno che passava. Per evitare che le stagioni sfalsassero fu l’astronomo Sosigene di Alessandria ad introdurre nel suo calendario un giorno in più ogni 4 anni, subito dopo il 24 febbraio. E poiché il 24 febbraio in latino era il ‘sexto die ante Calendas Martias’, quel giorno diventò il ‘bis sexto die, da cui la denominazione ‘bisestile’, ovvero un sesto giorno extra nel cammino che portava alle calende di marzo (erano il primo giorno di ciascun mese nel calendario romano, quello della nuova luna quando il calendario era un ciclo lunare).

L’accorgimento dell’astronomo non bastò, infatti durante il papato di Gregorio XIII si accorsero del divario che si andava lo stesso costruendo fra il calendario civile e quello solare. Nel 1582, il Papa istituì la bolla papale Inter gravissima, dove eliminò tre anni bisestili ogni quattrocento, per non rischiare di celebrare la Pasqua in periodo estivo.

Come mai si è coniata la frase ‘anno bisesto anno funesto’?

Tutto incominciò con i Romani, infatti per loro il mese di febbraio, visto che era irregolare, veniva dedicato ai riti per i morti (Mensis feralis – mese dei morti), dove celebravano una cerimonia solenne in onore delle persone trapassate.

Nel XV secolo, un medico, Michele Savonarola, affermò che i bisesti portavano epidemie per bestiame e coltivazioni e alluvioni. Poi via via che passavano i secoli i detti popolari tramandarono ciò che già sappiamo, sostenevano che con un giorno in più ci fossero eventi sismici e forti terremoti, situazioni anomale come eclissi, passaggio di comete, persone albine e pecore nere, l’anno bisestile veniva considerato di cattivo auspicio. Di contro, le popolazioni anglosassoni pensavano che in realtà potesse essere un anno fortunato e propizio.

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Titti il gatto

"La libertà di pensiero ce l'abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero." Karl Krause

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