A Leeuwarden è in mostra Maurits Escher

Dal 28 aprile al 28 ottobre 2018 a Leeuwarden, capitale europea della cultura 2018 e città natale di Maurits Escher, si terrà la mostra “Il viaggio di Escher” dove verranno presentate 80 stampe originali dell’artista. È il museo Fries che la ospiterà, fondato il 13 aprile 1881 dal “Provinciaal Friesch Genootschap ter Beoefening van Friesche Geschied-, Oudheid-en Taalkunde“, una società per la conservazione della cultura frisona che fu fondata nel 1827 e che aveva bisogno di un luogo per esporre i vari artefatti che aveva raccolto.

Chi era Maurits Escher?

Maurits Cornelis Escher

Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972) è stato un incisore e grafico olandese. Le sue incisioni hanno per oggetto delle immagini che si rifanno a curiose simmetrie che sembrano esplorare l’infinito, a paradossi matematici e prospettive che apparentemente sembravano impossibili. Tutto ciò è stato creato da una persona che non amava lo studio e che a scuola eccelleva solo in una materia: il disegno.

Dopo aver saltato da un’università all’altra, divenne discepolo del grafico Samuel Jessurun de Mesquita, il quale gli passò la passione per la xilografia, procedimento di incisione su matrici lignee che Escher arrivò a padroneggiare in poco tempo.

Escher trovò la sua ispirazione in Italia. Vive infatti a Roma dal 1923 al 1935 con sua moglie Jetta Umiker che sposa a Viareggio nel 1924. Sfrutta questi anni per girare la penisola in lungo e in largo, dove trovò ispirazione grazie alla bellezza dei piccoli villaggi in Calabria e in Sicilia. Purtroppo dovette lasciare l’Italia nel 1935 a causa del fascismo e si trasferì in Svizzera a Château-d’Œx. Si dice che quello che lo ha fatto decidere è quando vide il figlio George tornare a casa con l’uniforme di un Piccolo Balilla. In Svizzera non riusciva a trovare l’ispirazione che l’Italia meridionale gli aveva dato negli anni precedenti.

«Non esiste nulla di più affascinante del mare» spiegò Escher «sul ponte di prua di una piccola nave, da solo, i pesci, le nuvole, il gioco sempre mutevole delle onde, i cambiamenti continui del tempo». (Bruno Ernst, Lo specchio magico di M. C. Escher, Colonia, Taschen, 2007 )

Durante la seconda guerra mondiale si trasferisce in Belgio e successivamente in Olanda. Con la maturità e a causa degli eventi storici che lo hanno obbligato a trasferirsi in località che non lo ispiravano, abbandona la riproduzione della realtà per quella interiore. La sua amicizia con matematici come ad esempio Bruno Ernst (1) lo portano a  usare nelle sue opere simmetrie, paradossi geometrici, dove la matematica è il componente chiave.

 

escher-salita e discesa
Salita e discesa 1960

 

Salita e discesa del 1960 è una delle opere più famose ed è ispirata all’illusione ottica spiegata, dai matematici inglesi Lionel e Roger Penrose, in un articolo pubblicato nel 1958.

La tecnica che usava e le illusioni ottiche che creava fecero amare Escher da quei mondi alternativi che nascevano a fine anni sessanta. Un esempio lampante fu Mick Jagger, cantante dei Rolling Stones, che attraverso una lettera gli chiese di creare un’opera da poter utilizzare per la copertina del loro ultimo album. Escher gli rispose di no e gli chiese di utilizzare le prossime volte il lei piuttosto che il tu.

“Solo coloro che tentano l’assurdo raggiungeranno l’impossibile.” Maurits Cornelius Escher

Scrisse di lui Albert Flocon (1909 – 1994), vero nome Albert Mentzel, incisore francese di origine tedesca, teorico , insegnante e storico dell’incisione:

«La sua arte è sempre accompagnata da un’eccitazione passiva, dal brivido intellettuale di scoprirvi una struttura plausibile che contraddice la nostra esperienza quotidiana e la metta in discussione »

Le opere di Escher:

  • 1920: Chiesa di San Bavo, Haarlem, china;
  • 1921: Il fantasma, xilografia;
  • 1921: Il capro espiatorio, xilografia;
  • 1921: La sfera, xilografia;
  • 1921: Bello, xilografia;
  • 1922: Otto teste, xilografia;
  • 1922: Siena, xilografia;
  • 1922: San Francesco, xilografia;
  • 1923: San Gimignano, xilografia;
  • 1923: Paesaggio Italiano, china; e guazzo bianco
  • 1923: Delfini in mare fosforescente, xilografia;
  • 1923: Albero di palma, matita e china;
  • 1923: Autoritratto, xilografia;
  • 1925: Donna con fiore, xilografia;
  • 1925: Vitorchiano, xilografia;
  • 1925: Il corvo nero, xilografia;
  • 1925: Il secondo giorno della Creazione, xilografia;
  • 1926: Il quinto giorno della creazione, xilografia;
  • 1926: Il sesto giorno della Creazione, xilografia;
  • 1926 o 1927: Studio di divisione regolare del piano con animali fantastici, matita e acquerello;
  • 1927: Processione in cripta, xilografia;
  • 1928: Castello in aria, xilografia;
  • 1928: Torre di Babele, xilografia;
  • 1928: Corte, Corsica, china;
  • 1928: Sartene, china;
  • 1928: Soveria, Corsica, china;
  • 1928: Bonifacio, Corsica, xilografia;
  • 1929: Veduta di Goriano Sicoli, litografia;
  • 1929: Opi in Abruzzo, litografia;
  • 1929: La cattedrale sommersa, xilografia;
  • 1929: Autoritratto, litografia;
  • 1930: Castrovalva, litografia;
  • 1930: Strada di Scanno, litografia;
  • 1931: Strega, xilografia;
  • 1931: Costa Amalfitana, xilografia;
  • 1931: Scala a volta, xilografia;
  • 1932: Abitazioni trogloditiche a Sperlinga matita
  • 1932: XXIV Emblemata, xilografia;
  • 1933: Mare fosforescente, litografia;
  • 1933: Fuochi d’artificio, litografia;
  • 1934: Natura morta con specchio, litografia;
  • 1934: Natura morta con sfera riflettente, litografia;
  • 1935: Mano con sfera riflettente, litografia;
  • 1935: Ritratto di C.A.Escher, litografia;
  • 1937: Natura morta e strada, xilografia;
  • 1937: Metamorfosi I, xilografia;
  • 1938: Giorno e notte, xilografia;
  • 1938: Ciclo, litografia;
  • 1938: Cielo e acqua 1, xilografia;
  • 1938: Cielo e acqua 2, xilografia;
  • 1939-1940: Metamorfosi II, xilografia a tre colori;
  • 1942: Verbum, litografia;
  • 1943: Rettili, litografia;
  • 1943: Formica, litografia;
  • 1944: Incontro, litografia;
  • 1945: Balconata, litografia;
  • 1945: Colonne doriche, xilografia a tre colori;
  • 1945: Tre sfere I, xilografia;
  • 1946: Specchio magico, litografia;
  • 1946: Tre sfere II, litografia;
  • 1946: Altro mondo, mezzatinta
  • 1947: Altro mondo II, xilografia;
  • 1947: Altro mondo, xilografia;
  • 1947: Su e giù, litografia;
  • 1947: Cristallo, mezzatinta
  • 1948: Mani che disegnano, litografia;
  • 1948: Goccia di rugiada, mezzatinta
  • 1948: Sole e Luna
  • 1948: Stelle , xilografia;
  • 1949: Planetoide doppio, xilografia;
  • 1950: Ordine e caos, litografia;
  • 1950: Superficie increspata, incisione su linoleum a due colori;
  • 1951: Capriola, litografia;
  • 1951: Casa di scale I, litografia;
  • 1951: Casa di scale II, litografia;
  • 1952: Pozzanghera, xilografia;
  • 1952: Drago, xilografia;
  • 1952: Gravità, litografia; e acquerello;
  • 1952: Divisione spaziale cubica, litografia;
  • 1953: Relatività, litografia;
  • 1954: Planetoide tetraedrico, xilografia a due colori;
  • 1955: Convesso e concavo, litografia;
  • 1955: Tre mondi, litografia;
  • 1956: Galleria di stampe, litografia;
  • 1957: Cubo con nastri magici, litografia;
  • 1957: Mosaico II, litografia;
  • 1958: Belvedere, litografia;
  • 1958: Spirali sferiche, xilografia a quattro colori;
  • 1960: Salita e discesa, litografia;
  • 1961: Striscia di Moebius I, xilografia a quattro colori;
  • 1961: La cascata, litografia;
  • 1963: Striscia di Moebius II, xilografia a tre colori;
  • 1963: Scatola di latta per biscotti, per il 75º anniversario dell’azienda De Vereenigde Blikfabrieken;
  • 1966: Nodi, xilografia a tre colori;
  • 1968: Metamorfosi, pittura murale;
  • 1969: Serpenti, xilografia a tre colori.

 

(1) Lo specchio magico di M.C. Escher (1976) – dove Ernst scrisse di Maurits Escher.

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Treia e la sua storia

treia

Treia si trova in provincia di Macerata nella regione delle Marche.

Treia esiste già nel lontano 291 a.c., qunado i Piceni si alleano con i Romani per fronteggiare i Galli. Dopo varie vicissitudini e cambio di nome in Montecchio, nel 1790 fu Papa Pio VI che con la bolla “Emixum animi nostri stadium” del 2 luglio la eresse al rango di “città”.  Essa l’ombelico del mondo romano e cristiano, perché attraverso di essa si snoda la Settempedana, via commerciale, militare e spirituale che collega Roma a Loreto.

In epoca tardo romana gli abitanti abbracciano il culto di Iside; tracce di questo culto se ne trovano ancora conservate presso il Museo Archeologico.

La città è adagiata sul crinale di un colle e tutt’attorno è abbracciata da uno scenario naturale suggestivo e da una cinta imponente di mura medievali. Si entra nel centro medievale attraverso le sue sette porte, la più conosciuta è Porta Vallesacco divenuta monumento nazionale perché fu teatro di una celebre battaglia combattuta nel 1263 dai Montecchiesi contro Corrado d’Antiochia. Dalle porte si arriva in Piazza della Repubblica, a forma di ferro di cavallo con un’apertura sulle colline e i campi coltivati.

Da visitare è l’Accademia Georgica che conserva un prezioso patrimonio librario con 14.000 volumi e l’Archivio Storico Comunale , uno dei più antichi e completi delle Marche con incunaboli, codici, sigilli e pergamene

A Treia è nato frate Ilario Altobelli (1560 – 1637), francescano e astronomo. Fu tra i primi a osservare, il 9 ottobre 1604, la stella – poi chiamata SN 1604 o Supernova di Keplero; la posizione della stella pareva contraddire le ipotesi cosmologiche correnti del sistema tolemaico, ponendosi fuori dell’ottava sfera.

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Palla e bracciale

La Disfida del bracciale è la rievocazione storica della città e si svolge durante le due settimane che precedono la prima domenica di agosto. Carlo Didimi (1798 – 1877) fu campione di questo gioco nell’Ottocento e reso immortale da Giacomo Leopardi che gli dedicò la canzone “A un vincitore nel gioco del pallone”. Tutti gli anni si sfidano quattro quartieri, Onglavina (giallo), Cassero (Verde), Vallesacco (viola) e Borgo (azzurro), in un torneo nazionale che li vede impegnati per la conquista di un palio e di un trofeo da custodire per un intero anno. L’evento è preceduto da dieci giorni di festeggiamenti.

A pochi km da Treia, nella frazione di Passo di Treia potrete incontrare la monumentale roverella, che con il suo fusto possente e l’amplissima chioma è senza dubbio una delle più belle querce d’Italia: 30 metri di altezza, 6,5 metri di circonferenza del fusto e un’età stimata di circa 450 anni.

Joseph Mallord William Turner in Italia

Self-Portrait c.1799 by Joseph Mallord William Turner 1775-1851
Autoritratto del 1799

Un evento unico dal 22 marzo 2018 al 26 agosto 2018 presso il Chiostro del Bramante a Roma, verranno esposte per la prima volta 92 opere esclusive di Joseph Mallord William Turner, uno dei massimi esponenti della pittura inglese, conservate presso la Tate Britain di Londra. La mostra è curata da David Blayney Brown. Suddivisa in sei sezione tematiche, la mostra mette in evidenza l’importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di William Turner. Grande viaggiatore, il pittore inglese ebbe un rapporto particolare e profondo con l’Italia, che visitò più volte soggiornando a Venezia, Roma e Napoli.

 

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Léon di Luc Besson

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Léon è un film del 1994 diretto da Luc Besson, interpretato da Jean Reno, Natalie Portman e Gary Oldman.

Il soggetto e la sceneggiatura sono del regista, il quale ha scelto Jean Reno dopo avergli fatto recitare una parte in Nikita dove l’attore ha ricoperto un ruolo molto simile allo spietato killer recitato in Léon.

Natalie Portman il regista la riteneva troppo giovane per la parte, ma cambiò idea dopo averla vista recitare.

Famosa frase di Jean Reno/Léon:

“Il fucile è la prima arma che si impara ad usare perché ti permette di mantenere una certa distanza dal cliente. Più ti avvicini a diventare professionista, più riesci ad avvicinarti al cliente. Il coltello per esempio, è l’ultima cosa che si impara.”

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Berthe Morisot

 

“It is important to express oneself… provided the feelings are real and are taken from your own experience.”

“È importante esprimere se stessi… se i sentimenti sono veri e colti dalla tua stessa esperienza.”

                                                                                                            Berthe Morisot Signature

berthe morissot

Berthe Marie Pauline Morisot (Bourges, 14 gennaio 1841 – Parigi, 2 marzo 1895), pittrice impressionista francese, divenne una delle più importanti figure del novecento. Raggiunse il successo a soli 23 anni quando venne accettata al Salon di Parigi (esposizione periodica di pittura e scultura con cadenza biennale).

Berthe Morisot ha avuto la fortuna di sposare Eugène Manet (il fratello minore di Edourd Manet), ma anche di essere sostenuta dal marito,  il quale ha sacrificato la sua stessa ambizione per gestire la carriera artistica della moglie. Le sue opere sono state apprezzate dal pubblico, infatti sono state vendute mentre era in vita e in seguito e le hanno fatto guadagnare il rispetto oltre che del pubblico anche dei suoi colleghi uomini, che l’hanno trattata come loro pari – un risultato che era molto raro per quei tempi.

Ella produceva tele che rappresentavano una grande varietà di soggetti francesi del tardo diciannovesimo secolo, inclusi paesaggi, scene di strada e urbane, nudi, nature morte e ritratti. Come i suoi colleghi uomini, anche lei ha sviluppato dei modelli preferiti – tra cui la figlia, Julie – e rimase un’innovatrice nella pittura fino alla sua morte.

La Morisot influenzò anche altre pittrici impressioniste che vivevano all’epoca a Parigi, come Mary Cassatt e Eva Gonzales .

berthe morissot 2

Fagagna e le cicogne

fagagna

Il nome di Fagagna deriva dal latino fagus, faggio, da cui Faganeu e infine Fagagna, perchè un tempo i boschi di faggio ricoprivano tutto il Friuli.

Entrando nel paese si viene accolti dal volo delle cicogne dell’Oasi dei Quadris. L’oasi si estende per circa cento ettari e ha forma triangolare; il suo nome, Quadris, deriva dalla denominazione data ad alcune pozze d’acqua dal margine quadrangolare che danno vita all’ambiente più appariscente e caratteristico della zona. Questa oasi è importante per la protezione e la salvaguardia della Cicogna bianca e dell’Ibis eremita.

Continuando a passeggiare si scoprono gli incantevoli panorami che si godono dal colle con i ruderi del castello. Il castello di Fagagna viene citato in un capitolare dell’imperatore Ottone II del 983, il quale ne attribuiva il possesso al patriarca d’Aquileia Rodoaldo e fu diretto dominio patriarcale fino all’avvento di Venezia nel 1420. Purtroppo dell’articolato maniero, rimangono oggi solo tratti di mura, le rovine di un torrione ed alcuni fabbricati, tra cui la chiesetta di San Michele.

Il paese è noto per il gustoso e rinomato “formaggio di Fagagna“.

Il Museo della vita contadina, Museo Cjase Cocel, che è ospitato in un’antica abitazione rurale risalente in alcune sue parti al 1600, presenta la vita quotidiana ed il lavoro contadino friulani da fine Ottocento a metà Novecento e persino la tradizione dei merletti.

Ogni prima domenica di settembre, dal 1861, nella piazza di Fagagna si svolge la tradizionale “Corse dai Mus“, la Corsa degli Asini.

Patata il tubero delle meraviglie

patate

Che cos’è la patata?

Una verdura e un farinaceo in un solo prodotto.

Che cosa contiene mediamente una patata?

  • 77% d’acqua
  • 17,6 % di amido
  • 1,9 % di proteine
  • 1,8 % di fibre
  • 0,1 % di materie grasse
  • 2 % di vitamine e minerali (è uno degli unici farinacei a contenere vitamina C; contiene potassio, magnesio, ferro e fosforo)

Quali proprietà e benefici ha la patata?

  • è ricca di Vitamina C che limita i danni causati dai radicali liberi
  • contiene potassio che aiuta a contrastare l’ipertensione
  • è un alimento energetico e disinfiammante: favorisce la formazione e l’espulsione di feci, è utile in presenza di emorroidi, di gastriti, di ulcere dello stomaco e del duodeno, di coliti, specialmente se ulcerose
  • è ricca di carboidrati complessi, utili per chi soffre di diabete

Da dove proviene la patata?

La patata proviene dalla specie Solanum Tuberosum appartenente alla famiglia delle Solenacee. Proviene dal Perù, dalla Bolivia, dal Messico e dal Cile. Fu portata per la prima volta in Europa intorno al 1570 dagli spagnoli e definita una divertente curiosità botanica. in Italia fu introdotta all’inizio dell’ottocento, anche se la vera distribuzione avvenne alla fine.

Quali sono le specie di Solanum Tuberosum?

  • la patata ratta: oblunga, dolce e con pasta chiara; si può mangiare con tutta la buccia. È di origine transalpina e si trova soprattutto in Nord Italia
  • patata olluco: è originaria delle Andre peruviane; ha un gusto molto dolce, ideale per la frittura; riconoscibile grazie ai suoi sgargianti colori giallo e viola
  • patata viola: ha un colore intenso e un sapore più complesso e aromatico delle patate bianche o gialle.

Curiosità

Chi inventò le patatine fritte? George Crum, cuoco indio-americano. Era il 1853 quando nel ristorante di lusso di Saratoga Springs (New York) dove lo chef lavorava, arrivò il magnate delle ferrovie Cornelius Vanderbilt. L’imprenditore aveva rimandato indietro il piatto di patate perché secondo il suo gusto non erano abbastanza sottili. A questo punto il cuoco volle vendicarsi e decise di tagliare le patate a fette molto sottili, pensando che una volta fritte sarebbero state immangiabili. Al contrario l’imprenditore le mangiò con tale gusto che divvenero la specialità del ristorante. Qualche anno dopo il cuoco George Crum aprì un suo ristorante e ogni cliente veniva accolto da un cesto di patatine fritte. Purtroppo Crum non brevettò mai la ricetta e lo fece nel 1920 una ditta californiana, la Scudder’s Potato, che vendette le patatine nei tipici sacchetti studiati per preservare freschezza e croccantezza.